News Feed: Facebook & La Dittatura della Felicità

Un bagno di sangue: questo è quello che si sono trovati davanti agli occhi editori e marketers dopo l’ultima novità introdotta nella nazione più grande al mondo: Facebook.

Il primo cittadino Mark Zuckerberg ci informa che da ora il metro di giudizio per determinare in che posizione i post delle pagine appariranno nel News Feed non saranno più le reactions, i commenti e le condivisioni, bensì qualcosa di più complesso: parla infatti di “conversazioni e interazioni significative tra utenti”. In aggiunta, si darà priorità a post di amici e famiglia rispetto ai contenuti pubblici.

Un passo indietro rispetto agli ultimi test nei quali i contenuti pubblici avevano una sezione apposita, ma il costo è stato piuttosto elevato: a differenza delle altre volte tutte le pagine, non alcune, vedranno il proprio reach diminuire, alcune di più altre meno, ma tutte ne risentiranno.

La paura principale manifestata dagli addetti al settore è che l’utente finisca per avere accesso solo a contenuti che rafforzino le sue idee: contenuti quindi che rischiano di essere non accurati e pubblicizzati in modo eccessivo. Una scelta che cozza chiaramente con gli ultimi aggiornamenti e i proclami “anti-fake news” fatti da Facebook stesso.

La prima delle conseguenze è che l’utente pigro rimarrà sempre più pigro ora che la piattaforma richiede uno sforzo non solo da parte delle pagine, ma anche da parte degli utenti stessi. Gli sarà implicitamente chiesto di selezionare le sue pagine preferite attraverso la funzione “Mostra per primi” per continuare ad avervi accesso (mantenendolo quindi nella sua comfort zone), e di interagire maggiormente con suddette pagine.

La seconda conseguenza invece riguarda maggiormente le PMI e chi gestisce i loro contenuti sui Social: se fino ad ora la politica era stata quella di insegnare a non usare i profili personali come pagine aziendali, ecco che questa scorciatoia sembra quanto mai allettante! Ancora una volta Mark fa una modifica che va a cozzare, volontariamente o meno, con precedenti aggiornamenti.

Certo è che questi aggiornamenti stanno cambiando il modo di gestire le pagine: pur rimanendo una parte importante per avere reach, gli ads sembrano venir messi leggermente in secondo piano mentre il focus sta venendo spostato verso la creazione di contenuti sempre più di qualità e sempre più coinvolgenti e interattivi. Occhio però all’engagement-bait o gli algoritmi di Facebook continueranno a penalizzare i post!

PS: se, come dichiarato, Mark desidera veramente la felicità dei suoi concittadini, non sarebbe stato il caso di indire un referendum prima di apportare un cambiamento di simile portata? Certo, Facebook è un’azienda privata e da qui nasce la provocazione, eppure…

 

Per leggere direttamente la news: News Feed FYI: Bringing People Closer Together.

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